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“FRANCO DA TERRA” o “TIRANTE D’ARIA DISPOSNIBILE”

Il concetto  di “franco  da terra”  è di importanza  fondamentale  durante  la fase di studio  e di installazione   di  un  dispositivo   di  sicurezza  per  interventi  in  altezza;  Purtroppo   le  figure professionali  che  hanno  potere  decisionale  in  tal  senso  non  sembrano  attribuirvi  la  dovuta importanza.

Il “franco da terra” o “tirante d’aria disponibile” è la distanza libera da ostacoli tra i piedi di chi interviene  e  il  suolo  o  qualsiasi  altra  struttura  presente,  anche  se  solo  provvisoria   e/o temporanea.

 

Qualsiasi  dispositivo  anticaduta  necessita,  per  il  suo  corretto  funzionamento,  di  uno  spazio d’arresto ben stimabile. Questo spazio deve essere tassativamente inferiore al “franco da terra”, condizione necessaria affinché il malcapitato, in fase di caduta, non venga a contatto con il suolo oppure con eventuali ostacoli o impedimenti.

Se queste analisi ed i relativi calcoli durante lo studio e la progettazione del sistema non verrano adeguatamente considerate, il dispositivo di sicurezza risulterà inefficace e quindi mal progettato.

Chi progetta  dispositivi  per la sicurezza  dei lavoratori  in quota deve sapere considerare  che il momento  della caduta  può essere  scomposto  in diverse  fasi; La prima  è la caduta  libera,  la seconda la frenata (o assorbimento dell’energia) e la terza si concretizza con la fermata.

Prima di arrivare a quest’ultima fase, il soggetto in fase di caduta avrà percorso una distanza variabile  (scegliendo  un  dispositivo  che  si azioni  molto  rapidamente  e che  abbia  una  buona capacità di frenata e/o assorbimento si potrà ridurre questa distanza).

Tirante d'aria

 

Le osservazioni  di qui sopra – che dovrebbero  essere ritenute  fondamentali  nella scelta di un sistema anticaduta – non vengono, in realtà, quasi mai tenute nella giusta considerazione.

Va inoltre aggiunto che le considerazioni sopra riportate sono valide quando ci si riferisce ad un sistema anticaduta di tipo rigido.

Attualmente il mercato è più orientato all’installazione di dispositivi orizzontali flessibili per diversi vantaggi: maggiore elasticità, maggiore dissipazione d’energia, facilità d’installazione, funzionalità e possibilità di coprire percorsi complicati.

Quindi quando si calcola il “franco da terra” o “tirante d’aria disponibile” su un sistema anticaduta di tipo flessibile,  allo spazio d’arresto dell’anticaduta e allo spostamento verso l’alto del punto di aggancio dorsale dell’imbragatura,  bisognerà aggiungere la misura di flessione del cavo sotto la sollecitazione della caduta in fase dinamica e del peso di chi interviene in fase statica.

In un sistema anticaduta di tipo flessibile, risulta quindi molto importante soffermarsi sul calcolo del “passo” tra un elemento di sostegno intermedio e l’altro.

Per “passo” si intende la distanza tra i supporti che sostengono il sistema e che ne determinano la “freccia” ovvero la flessione del cavo.

E’ importante  segnalare  che per un sistema  anticaduta  di tipo flessibile,  aumentare  il “passo” ridurrà sicuramente  i costi di installazione  e fornitura,  ma, per converso,  aumenterà  i rischi e soprattutto renderà più complessi i successivi soccorsi dei malcapitati.

Quindi, considerare il prezzo quando si acquista un dispositivo è importante; Non bisogna però dimenticare la finalità di questo tipo di installazione che è quella di salvare vite.

E’ fondamentale  analizzare sempre i sistemi ed i dispositivi in un ottica di riduzione massima o cancellazione del rischio di caduta.

 

Non sostituiamo un rischio con un altro!